Gastronomia

L'offerta del Gusto, declinata intorno ad alcune eccellenze a carattere enogastronomico e alla cucina tradizionale che le porge e le esalta, è uno dei cardini su cui poggia l'immagine della città di Orvieto e, di conseguenza, uno degli aspetti dell'anima e dell'offerta del centro storico. E' qui che ha sede, nell'ex Convento di San Giovanni, Il Palazzo del Gusto, istituzione della Provincia che ha tra i suoi scopi l'educazione al gusto e l'organizzazione di eventi enogastronomici: da Orvieto con Gusto, importante evento autunnale che culmina con la celebre passeggiata enogastronomica, a Cittaslow Dinner Music in gennaio/febbraio, alle serate estive di Cantine & Chef alla ribalta. Presso Il Palazzo del Gusto si tengono inoltre degustazioni dei vini e dei prodotti di territorio e, nel periodo pasquale, il concorso "Rassegna delle Pizze di Pasqua", che premia e mette in assaggio le migliori pizze tradizionali di operatori professionali e casalinghi di Orvieto e dell'Orvietano. E' inoltre sede della rete internazionale di Cittaslow, della delegazione FISAR di Orvieto e della Strada dei Vini Etrusco Romana in Provincia di Terni.

Nel centro storico di Orvieto, a livello commerciale l'offerta del gusto comprende negozi specializzati di alta gastronomia, enoteche e wine bar, salumerie, gelaterie artigianali, cioccolaterie, forni dalla tipica produzione di dolci e salati. Si possono gustare prodotti tipici, specie caseari e di salumeria, oltre che buone etichette, anche nei caffè e nei wine bar sorti negli ultimi anni nel centro storico.

Per quanto riguarda l'offerta della ristorazione i menù proposti sono generalmente orientati alla tradizione e alla tipicità, talvolta rivisitate con qualche nota originale ma senza troppo forzare l'identità culinaria di territorio. Non v'è tema di noia nei menù che vengono proposti: dalla "gallina 'mbriaca" agli umbrichelli, dalle pietanze a base di farro e legumi ai piatti tipici della tradizione contadina, regionale ed italiana. Tra le peculiarità della cucina orvietana e dei dintorni vanno menzionati: il tartufo, misterioso e saporito fungo ipogeo che Teofrasto pensava fosse generato dai tuoni autunnali; gli splendidi olii extravergini di oliva, in alcuni casi garantiti da una DOP (Denominazione di Origine protetta), le carni di chianina, suino, pollame e cinghiale,  i prodotti della norcineria, i formaggi, alcuni dei quali tutelati da una DOP, i legumi e gli ortaggi, cibi poveri ma non meno saporiti nella varietà delle molte ricette locali.

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