Duomo

Le origini
Ben tre secoli furono necessari per terminare il Duomo di Orvieto, costruito, secondo una tradizione tuttavia contraddetta dai documenti ufficiali, per celebrare il miracolo dell'Eucarestia, avvenuto a Bolsena nel 1263 e la successiva istituzione della festività del Corpus Domini. Il Duomo di Orvieto non nasce per custodire la preziosa reliquia: ben due papi (Alessandro VIII nel 1658 e Giovanni Paolo II) hanno di fatto smentito il presunto e diretto legame tra miracolo ed edificazione. Per secoli, tuttavia, il tradizionale legame tra il Duomo e il Miracolo di Bolsena ha continuato a sopravvivere nella devozione cittadina, condiviso anche da storici e studiosi come Luigi Fumi. Papa Giovanni Paolo II ha cercato di fare chiarezza su questa "leggenda" affermando, nell'omelia pronunciata dal Duomo di Orvieto il 17 giugno 1990, giorno del Corpus Domini, che: "anche se la costruzione del Duomo non è collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini, istituita dal papa Urbano IV con la Bolla Transiturus nel 1264, né al miracolo avvenuto a Bolsena l'anno precedente, è però indubbio che il mistero eucaristico è qui potentemente evocato dal corporale di Bolsena, per il quale venne appositamente fabbricata la cappella che ora lo custodisce gelosamente". 

L'architettura
Il duomo di Orvieto sfugge a definizione architettoniche semplicistiche. In genere, si presenta come "cattedrale gotica" ma poi, nell'approfondire il giudizio degli studiosi, si scoprono tendenze di tutt'altra natura.

Dell'inizio
Il papa Nicolò IV presenziò, insieme alla corte, alla posa della prima pietra: era il 13 novembre 1290. Il primo costruttore di cui si hanno notizie è il benedettino Fra Bevignate; edificò le tre navate fino alla crociera. Sotto Giovanni Uguccione vennero completate la crociera e l'abside.

Lorenzo Maitani
Nel 1305, l'architetto Lorenzo Maitani rafforzò con quattro archi rampanti i lati della crociera e con due l'abside. In seguito, assumendo la direzione dei lavori, ideò e modificò la facciata a tre cuspidi e proseguì la costruzione del tetto. All'interno l'impronta dell'artista rimane visibile nella tribuna, collocata sopra le ali dei contrafforti orientali, la cui costruzione fu terminata dopo la sua morte avvenuta nel 1330.

Le dieci cappelle
Sui muri delle navate laterali si aprono dieci cappelle con volta a mezza cupola. Il pavimento del Duomo è in marmo rosso di Prodo, paese nelle vicinanze di Orvieto; fu iniziato nel 1347 per essere completato fra il 1383 ed il 1388.

Fonte battesimale
Il fonte battesimale, in fondo alla navata laterale sinistra sotto il primo arco, fu disegnato ed iniziato da Luca di Giovanni nel 1390, nel 1406 il senese Sano di Matteo completò l'opera aggiungendo una vasca monolitica in marmo rosso, poggiante su otto leoni. Di faccia al fonte battesimale, sulla parete di sinistra, si può notare la stupenda Maestà, opera di Gentile da Fabriano (1425).

Navata centrale
La navata centrale culmina con uno stupendo finestrone gotico, alto 16.30 metri e largo 4.55 metri, iniziato da Giovanni Bonino di Assisi (1325), poi terminato da Nicola di Nuti nel 1334, la cui vetrata si compone di quarantotto riquadri riproducenti le storie della Vergine e di Gesù, figure di Santi, dei Dottori e degli Evangelisti.

L'abside
Le pareti dell'abside presentano affreschi di scuola orvietana eseguiti da Ugolino di Prete Ilario e Pietro di Puccio fra il 1370 ed il 1380. Furono restaurati nel 1491 da Giacomo di Bologna e poi dal Pinturicchio e da Antonio da Viterbo detto Pastura. Tali affreschi, in parte perduti, rappresentano nella volta la "Gloria di Maria" e nelle pareti la "vita di Maria". L'abside è divisa dal transetto da una grandiosa gradinata in travertino sormontata da una balaustra in marmo rosso scuro, opera di Ippolito Scalza, al quale si deve anche la Pietà, gruppo di quattro figure altamente espressive scolpite in un unico blocco marmoreo.

La cappella di San Brizio
La decorazione della Cappella Nova o della Madonna di San Brizio fu iniziata nel 1449 da Beato Angelico. Fu ripresa e portata a termine cinquant'anni più tardi da Luca Signorelli, ingaggiato nel 1499 per completare la decorazione delle volte sulla base dei disegni dell'Angelico. Il cortonese dete all'insieme la sua inconfondibile impronta, realizzando all'interno della cappella il grandioso ciclo del Giudizio Universale, capolavoro dell'arte del Rinascimento. 

Le porte di Emilio Greco
Nel 1970 le antiche porte lignee della Cattedrale furono sostituite con le porte bronzee realizzate da Emilio Greco. Nella porta centrale, suddivisa in sei pannelli, sono raffigurate le sette opere della Misericordia.

Per approfondimenti sul Duomo di Orvieto http://www.opsm.it/duomo/index.html

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