Storia

Adagiata su di una piattaforma tufacea e basaltica a 325 metri s.l.m., Orvieto racconta una storia antica e suggestiva. Fu abitata sin dall'età del bronzo e del ferro e in seguito divenne un'importante città etrusca. A quel tempo il suo nome era Velzna o, secondo altri, Volsinii Veteres. Nelle sue vicinanze doveva sorgere un famoso santuario etrusco: il Fanum Voltumnae, meta degli abitanti dell'Etruria che ogni anno vi giungevano dalla Dodecapoli per svolgervi riti religiosi, giochi e manifestazioni politiche. La presenza a Orvieto del favoloso Fanum sembrerebbe confermata da ritrovamenti sempre più importanti nel sito di scavo archeologico di Campo della Fiera. La fiorente epoca etrusca è testimoniata dalle straordinarie tombe della Necropoli del Crocifisso del Tufo, dal Tempio della Fortuna, dai luoghi di scavo e dai pregevoli reperti conservati in alcuni musei cittadini: il Museo Faina e il Museo Archeologico Nazionale.

Allo splendore etrusco, il cui culmine può essere collocato tra il VI e il IV secolo a.C., seguì un periodo di decadenza e di esilio. Infatti, nel 264 d.C. i Romani annientarono la città e costrinsero i suoi abitanti a rifugiarsi nell'attuale Bolsena, chiamata Volsinii Novi: in quella che era stata la gloriosa città etrusca regnavano null'altro che abbandono e rovine. Orvieto fu così consegnata, per alcuni secoli, all'oblio della storia.
Dopo le invasioni barbariche, in cui venne conquistata dai Goti e dai Longobardi, la città tornò ad occupare una rilevanza strategica perché posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina.

E' nel medioevo che si impose l'attuale assetto urbanistico, la tipica conformazione di città medievale che ancora oggi caratterizza gran parte del centro storico. Nel 1175 il papa Adriano IV riconobbe l'autonomia della città e Orvieto divenne libero Comune.  Vennero costruiti palazzi, torri e chiese e, a partire dal 1290, anno in cui fu posta la prima pietra, il meraviglioso Duomo. Tra il XIII e il XIV secolo, con i suoi 30 mila abitanti, la popolazione superò addirittura quella di Roma.  Spesso in guerra con Siena, Viterbo, Todi e Perugia, Orvieto raggiunse, intorno al 1300, la massima potenza riuscendo ad appropriarsi di Orbetello e Talamone sul Mar Tirreno. Il potere del libero Comune era però minato dalla guerra intestina tra la parte guelfa della famiglia dei Monaldeschi e quella ghibellina dei Filippeschi. I continui conflitti indebolirono il potere politico e militare, così che nel 1364 il cardinale Egidio Albornoz, incontrando solo una scarsa resistenza, non dovette penare troppo a far propria la città.

Successivamente Orvieto venne assoggettata a diverse Signorie, per tornare sotto il dominio del papato nel 1450, divenendone una delle province più importanti, meta preferita di papi e cardinali. Nei secoli XVII-XVIII la storia della città non ebbe una particolare rilevanza. Dopo essere stata elevata a sede di Delegazione Apostolica nel 1831, Orvieto nel 1860 fu annessa al Regno d'Italia.

 

Powered by Akebia | Content Management System SmartControl